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Seguire Gesù, significa saper mettere Lui al primo posto!

Seguire Gesù, significa saper mettere Lui al primo posto!

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XIII domenica per annum – Seguire Gesù, significa saper mettere Lui al primo posto!

La Parola di Dio che oggi ascolteremo penso sia in piena continuità con il Vangelo di domenica scorsa. Alla domanda “io chi sono per voi?” Pietro risponde: “Sei il Cristo di Dio!”. Bene non basta riconoscerlo solo come il Cristo, ma la conseguenza logica è: dopo averlo riconosciuto bisogno mettersi dietro a Lui e seguirlo: “Chi vuole seguire me, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua… rinneghi se stesso e se vuole guadagnare la vita la deve perdere”. Ecco che oggi Gesù manifesta le modalità della sequela. Chi vuole seguirlo deve sapere che Egli va “deciso” a Gerusalemme dove avrebbe compiuto la sua missione nell’obbedienza della morte per noi, per poi risorgere. Bisogna seguirlo senza “se” o “ma”; senza tentennamenti; senza nemmeno preferirgli gli affetti o i doveri.

Anche per noi oggi questa parola, forte e chiara, ci mette di fronte alla necessità di verificare la nostra volontà di metterci dietro a Lui, il Maestro. Verifichiamo se siamo pronti a seguirlo nel suo camminare verso Gerusalemme, verso il compimento della sua missione, verso la pienezza del suo servizio.

Luca ci mostra tre modi di sequela e di chiamata: quella del facile entusiasmo “ti seguirò ovunque….”; quella della disponibilità possibile solo dopo aver sistemato prima le nostre personali incombenze; quella di seguirlo con la nostalgia nel cuore delle cose lasciate, degli affetti lasciati o delle comodità lasciate… Come siamo pronti a seguirlo? Davvero con cuore libero? Con la gioia di essere con Lui? Con la certezza che solo seguendo Lui la nostra vita sarà piena? Mettiamo Lui davanti a tutto e tutti?

Solo se Gesù sarà al primo posto nella nostra vita, nelle nostre scelte, nei nostri pensieri e nei nostri affetti, solo allora sapremo amare tutti, saremo capaci di vero affetto per le persone a noi care; saremo nella gioia, vivendo senza rimpianti e senza “volgerci indietro” ma solo protesi verso la pienezza della vita che è Dio. Seguiamolo senza paura. Seguiamolo senza titubanze, senza nostalgia…pronti a lasciarci riempire della bellezza della sua misericordia e della sua grazia.

Don Luigi Tommasone

www.parrocchiasangiacomo.org


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