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Vangelo della Domenica: Se vuoi, puoi...

Vangelo della Domenica: Se vuoi, puoi...

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VI Domenica per annum – B “Se vuoi,puoi…”

Il Vangelo di oggi, ci presenta Gesù che guarisce un uomo malato di lebbra. Una malattia che sconvolgeva la vita di chi ne era toccato. E questo non solo allora, ma pensiamo a quanti ancora nel mondo, oggi, sono toccati e umiliati da questa malattia. Una malattia che distruggeva e distrugge la dignità della persona ammalata, negando anche ogni possibilità di relazioni e la carità di essere accuditi. Si era emarginati, allontanati, giudicati e disprezzati. Ma quest’uomo si rivolge a Gesù! Con fiducia gli dice “Se vuoi, puoi guarirmi”. Gesù, ne ebbe compassione, e lo guarisce.

Come non emozionarci anche noi al solo immaginare questo felice incontro tra un uomo solo, disprezzato, umiliato, emarginato, abbandonato e Gesù. Lui così, affabile e disponibile, ascolta la sua invocazione e lo solleva dalla sua misera esistenza. Gli ridà salute, dignità, gioia e finalmente ritorna ad incontrarsi con gli altri. Bello il gesto di Gesù, stese la mano…lo toccò…e gli disse: ”Lo voglio….”

Signore ascolta anche le nostre invocazioni e le nostre richieste di aiuto. Anche noi gridiamo a te le nostre povertà, le nostre delusioni, i nostri bisogni, le nostre ansie e preoccupazioni…anche noi siamo toccati dalla “lebbra” del peccato, della cattiveria, dell’arroganza e della superbia, dell’invidia e della gelosia. Abbi compassione di noi! Stendi la tua mano ancora verso di noi, tocca il nostro cuore e guariscilo dal suo egoismo e dalla chiusura sistematica ai bisogni dei fratelli, che sappia ascoltare le sofferenze degli altri e non emargini chi è nel bisogno…tocca anche la nostra mente e illuminala con la luce della tua verità….tocca anche il nostro corpo e rendilo capace di relazioni pulite, franche, amichevoli e fraterne. 

La tua “compassione divina” ci avvolga e, trasformandoci dal di dentro, ci renda altrettanto capaci di compassione verso gli altri. Da te vogliamo imparare ad avere occhi “capaci di vedere le sofferenze degli altri” e di collaborare con te perché, oggi, ogni “lebbra”  - che sappiamo essere la cattiveria, la violenza, la schiavitù in tutte le sue brutture, l’ingiustizia, l’avversione verbale e fisica, l’invidia e la gelosia, e tutto ciò che non è degno dell’uomo -   sia superata dall’amore e dalla tenera, affabile e fraterna compassione. Saremo anche noi, come il lebbroso guarito, felici di gridare e  testimoniare il tuo amore!


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